Ivana Burello, pittrice contemporanea, è nata nel 1963 a Udine, a nord-est dell’Italia…
La Burello è istintiva, passa da un estremo all’altro, una persona che in arte come nella vita si trova spesso a fare o essere ancora prima che a pensare.
“Volevo a tutti i costi la forza di superare quella cosa reale”
Ivana Burello
Nell’astrattismo della Burello il gesto, l’azione, si forma prima del pensiero, il colore arriva sulla tela d’impulso, con una tendenza alla sovrascrittura, a non fermarsi, ma le opere migliori sono quelle in cui il furore, lo schizzo e la macchia si accompagnano alla pausa, il
dripping alla campitura ampia . Talvolta, nelle opere degli ultimi anni, il colore deflagra,scoppia endogenamente verso l’esterno. In altri casi vi è bisogno di pochi segni, spesso solo nero su bianco, poche gocce per dire qualcosa.
Parallelamente il percorso della Burello non si limita alle grandi tele, dove può spaziare con segni ampi e consentire al suo gesto maggiore libertà; lavora pure sul piccolo formato, partendo da materiali e supporti eterogenei, ritagli di giornale, fotografie, appunti, carte che presuppongono un approccio diverso, più contenuto, meno esuberante, più intimistico.
Da questa esperienza riaffiora l’esperienza nel ritratto, spesso condotto come mestiere, su commissione.
“Non posso, non posso, non posso interrompere la mia pittura. È passione, è voce! NON DEVO PENSARE … quando parla e pensa lei!”
Ivana Burello
Allora si affaccia al mondo della musica, dei suonatori, dell’improvvisazione: volti, ombre, silouette, rappresentate con pochi segni, scalfiti con graffiature. Altre volte si concentra nel
paesaggio: irriconoscibile, perché si tratta di un paesaggio interiore, che in un certo senso non rappresenta affatto: una sorta di luogo dell’anima, dove vengono elaborate anche
esperienze contrastanti, spesso estreme, mai banali.
Quello che la Burello rappresenta, è.